FINITA LA VENDEMMIA PREPARIAMO LA SAPA (O “SABA” IN DIALETTO)

saba

Filari di Sangiovese – Modigliana

FINITA LA VENDEMMIA PREPARIAMO LA SAPA

Settembre, ottobre…tempo di vendemmia tardiva per noi che da anni puntiamo alla qualità e cerchiamo di ottenere un vino selezionato. Da sempre per noi la vendemmia è associata alla preparazione della saba, ovvero del mosto cotto. Ancora oggi continuiamo con questa tradizione seguendo pari pari la procedura della nonna.

La nonna filtrava il mosto migliore (circa tre, quattro litri) e lo faceva bollire lentamente. Era un lavoro che richiedeva pazienza e attenzione perché c’era il rischio che il mosto si attaccasse al fondo del pentolone, pertanto la nonna non si allontanava mai dalla cucina e vigilava mescolando e schiumandolo spesso. Quando il mosto era calato della metà, lo lasciava raffreddare e si travasava in barattoli o bottiglie di vetro.

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Lo usiamo tuttora per bagnare i tortelli tradizionali o per altre preparazioni dolci.

CURIOSITA’: la nonna raccontava che sua madre versava il mosto cotto e calato della metà in un bigoncio di legno con qualche pezzo di pane per togliere l’aspro. Quando non c’erano le cucine a gas, il mosto bolliva in un pentolone posto sul focolare e il fuoco veniva alimentato in continuazione. La bisnonna utilizzava mosto di uve bianche, in particolare di trebbiano, tuttavia noi continuiamo la tradizione utilizzando anche mosto di albana e di sangiovese.

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..uva pronta per essere trasformata in saba..

 

 

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